venerdì 13 settembre 2013

6. Il diritto al Bovarismo (Malattia testualmente contagiosa). Perchè se leggere è una malattia allora non curatemi!

Ciao a tutti!
Come state? Questo mese di settembre procede liscio come l'olio e i giorni corrono, siamo già a metà mese! So che avevo promesso questo post qualche giorno fa, ma altri impegni mi hanno obbligato a postarlo solo oggi. In ogni caso sono soddisfatta di come sia uscito l'articolo e soprattutto delle immagini che ho deciso di inserire nel testo per rendere il tutto più carino e simpatico. (Soprattutto la prima immagine...non vi spaventate però eh ;). E' tutto, please forgive me per il ritardo!! Spero che vi piaccia. 
Hugs and Love! by ~RedInk853
Vi abbraccio virtualmente e alla prossima!!! 




Quando ho letto la parola "bovarismo" devo ammetterlo la prima cosa che ho pensato è stata una mucca u.u.
No non sono diventa matta, ma bovarismo lo ammetto a parte farmi pensare ad un bove, o una mucca, non mi ricordava niente. 
Per rimediare alla mia ignoranza, sono corsa immediatamente a cercare cosa volesse dire perché non ne avevo la più pallida idea, ammetto che non riuscivo a trovare il nesso con la lettura, poi dopo una veloce lettura della pagina di wikipedia dedicata mi si sono schiarite le idee.

Non so se anche voi vi state trovando nella mia stessa situazione o se vi siate già trovati, ma per escludere ogni dubbio guardiamo insieme da dove viene questa parola e sopratutto perché è una malattia dalla quale personalmente non vorrei mai guarire ;):

"Bovarismo" è un termine coniato a metà dell'ottocento, che si ispira al ben noto romanzo dello scrittore francese Gustave Flaubert "Madame Bovary", e vuole indicare una corrente di pensiero sviluppatasi in Europa che definiva la tendenza di alcuni artisti a sfuggire alla monotonia della vita di provincia, dal bigottismo e dalla ristrettezza della vita di campagna.
E allora via dalla vita rurale e di corsa tutti in città, verso la metropoli, che in questa visione diveniva un sogno ambito e, insieme alla lettura, proiettava la mente in una sorta di paradiso terreno. (Cit. Wikipedia)

Ecco allora la lettura come mezzo di fuga e di svincolo dalla realtà, una sorta di fatina verde che aiutava gli artisti ad uscire da uno stato mentale ristretto per abbracciare una visione più ampia e più libera com'era quella della vita in città. 

E "Madame Bovary" con la sua insoddisfazione per tutto ciò che la circonda è il testimonial perfetto per questa condizione d'essere che ha colpito gli artisti della seconda metà dell'Ottocento e - perché no - anche  noi odierni lettori.

Quanti di noi utilizzano i libri per evadere dalle realtà? 
Quanti di noi vendono in un libro il porto sicuro in cui rifugiarsi?
Quanti ancora amano sognare ad occhi aperti immaginando di vivere in mille e mille modi diversi e in mille e mille mondi diversi?
Il Bovarismo è attuale ora quanto lo era in passato e personalmente credo che ognuno di noi abbia sperimentato almeno una volta questa malattia testualmente contagiosa. 
Spesso mi capita di estraniarmi da tutto e tutti durante la lettura di un bel libro e ho ricordi di pomeriggi interi passati a leggere sulla sdraio e dei miei parenti che andavano e venivano e io che non mi accorgevo mai di niente.  Nel corso degli anni questa condizione d'essere è mutata, si è evoluta e forse si è tenuta al passo con i tempi, da fuga dalla campagna verso una città più interessante ed eletta a paradiso terrestre siamo passati alla capacità di appassionare e travolgere il lettore (noi hihiihhi u.u).
Ora chi legge da tanto sa che se un libro non è in grado di trasportarci e farci vivere ore persi nelle sue pagine allora non c'è stata sufficiente alchimia e sintonia con quel romanzo. 
Voi cosa ne pensate a proposito? 
Secondo voi il "Bovarismo" in questa era tecnologica è la capacità di un libro di coinvolgere e travolgere con le parole?

Anche questo appuntamento si è concluso e questo diritto devo dire la verità appare molto più interessante ora. Spero che sia piaciuto anche a voi. E mi piacerebbe conoscere le vostre idee a riguardo :). Quindi lasciate un commentino ;)


A presto readers:)


2 commenti:

  1. Bentornata!! :3
    Io amo leggere e ammetto di usare spesso questo mezzo per evadere dalla realtà, o semplicemente dalla noia e dalla stanchezza.
    In oltre, parlavamo della faccenda di 'Madame Bovary' proprio ieri in classe, perché stiamo facendo questo periodo in letteratura.. Quindi direi che questo post capita a fagiolo!

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  2. Ciao!
    Per me i libri sono sempre stati un modo per evadere dalla realtà che mi circonda,quindi sono d'accordo con te quando dici che il bovarismo è attualissimo! :)

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